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GIROLAMO FABRIZI: le tavole anatomiche

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Ritratto ad olio di Girolamo Fabrizi di Vincenzo Pasqualoni, 1856
 (Acquapendente, Palazzo Comunale, sala del Sindaco) (Archivio fotografico, Biblioteca Comunale di Acquapendente)
 
 Un primo studio delle Tabulae Anatomicae, e dei codici della Biblioteca Marciana di Venezia, con note autografe di Girolamo Fabrizi, venne fatto nel 1909 dal Professor Giuseppe Sterzi, ma questo saggio è poco noto, essendo stato pubblicato pubblicato in Anatomischer Anzeiger a Jena, nel 1910 (pp. 338 - 348). Le Tavole Anatomiche, così come ci attesta il testamento dello stesso Girolamo Fabrizi, conservato presso l'Archivio Notarile di Padova, vennero lasciate dallo stesso Girolamo Fabrizi in eredità alla Serenissima Signoria di Venezia, per uso di studio pubblico. Con questo intento, vennero dunque collocate nella Libreria Marciana. Le 167 tavole sono divise in otto volumi in folio, rilegate in pergamena, e riportano nel dorso le seguenti indicazioni così citate nel Catalogo della Marciana:
 De anatomia venarum figure varie, De anatomia ossium figure variae, De anatomia capitis cerebri nervorum figure varie, De anatomia animalium figure varie, De partibus esternis figure, De anatomia thoracis et parcium in thorace contentarum, De anatomia muscolorum tacius corporis figure varie, De anatomia abdominis et parcium in eo contentarum figure.
 Ogni volume è formato da parecchie tavole dipinte a olio, su carta o su tela, e con colori, che l'artista cercò di fare simili al naturale; la maggior parte sono di grandezza naturale. Sul recto o sul verso delle tavole anatomiche ritroviamo la scritta "intagliata", attribuita a Girolamo Fabrizi. Questo prova che lui stesso aveva fatto eseguire delle incisioni in rame adoperate nelle sue opere a stampa. Sul tergo del primo foglio della copertina di ogni volume è presente la dicitura "ex libris della Marciana". Per molto tempo, le Tavole Anatomiche sono state attribuite a Alessandro Varotari detto il Padovanino (1588 - 1648) ma all'epoca in cui Girolamo Fabrizi lavorava egli era appena un bambino per cui è più probabile che ad eseguirle sia stato il padre Dario Varotari e che il figlio Alessandro Varotari abbia portato a compimento l'opera del padre. Le pitture sono bene conservate, ad eccezione di alcune, guastate parzialmente dalla muffa e dalla umidità. Il volume De anatomia venarum contiene 11 tavole, ma nessuna di esse è stata intagliata. Oltre alle vene, vi sono disegnate arterie e nervi, tra cui, di maggior pregio artistico, sono quelle che riguardano i vasi del collo, le vene superficiali dell'avambraccio e i vasi dell'addome. Il volume De anatomia ossium contiene 22 tavole, che furono quasi tutte incise in rame. Solo due sono di anatomia comparata, le altre venti si riferiscono quasi tutte all'uomo adulto. Di particolare qualità sono le figure che rappresentano l'articolazione del ginocchio, aperta per mostrare i legamenti crociati. Il volume De anatomia muscolorum è un atlante quasi completo di miologia e lo compongono 31 tavole, tutte di anatomia umana. Alcune di queste tavole hanno un notevole valore oltre che per la esattezza anatomica anche per la bellezza artistica, tra le quali quelle raffiguranti i muscoli dell'avambraccio, la faccia palmare della mano e la faccia plantare del piede. In questo volume, vi è inoltre una tavola a stampa la quale rappresenta le valvole della vena grande safena; appartiene all'opera De venarum ostiolis, Patavinii, 1603. Il volume De anatomia venarum contiene 11 tavole ma nessuna di esse è stata intagliata. Oltre alle vene, vi sono disegnate arterie e spesso nervi. Anche queste tavole sono di notevole bellezza, in particolare quelle che raffigurano i vasi del collo, le vene superficiali dell'avambraccio e i vasi dell'addome. Il volume De anatomia capitis cerebri nervorum è formato da 21 tavole, alcune delle quali vennero incise. Contiene immagini delle meningi, dell'encefalo, del midollo spinale, dei nervi enfalici, dei plessi spinali, dei nervi degli arti, ed in queste ultime si vedono disegnati anche i muscoli ed i vasi sanguiferi. Il volume De anatomia animalium contiene 55 tavole, 14 delle quali furono incise in rame, e tratta gli argomenti più disparati: miologia ed angiologia delle scimmie, scheletri di scimmia, visceri di pesci, apparato digerente, muscoli e scheletri degli uccelli, ossa di arti di mammiferi ecc. Il volume De partibus esternis contiene due grandi tavole doppie che rappresentano il corpo dell'uomo adulto, nella parte anteriore e posteriore. Il volume De anatomia thoracis et parcium in thorace contentarum è il meno importante; contiene 5 tavole che riguardano l'anatomia del cuore, dei polmoni e della cavità toracica. Il volume De anatomia abdominis et parcium in eo contentarum f. [figure] è invece importantissimo ed è formato da 20 tavole, tutte di anatomia umana, alcune delle quali vennero incise. Le tavole sono in ottimo stato di conservazione e rappresentano l'anatomia della parete addominale anteriore e quella delle viscere addominali. Oltre alle Tabulae anatomicae, sono conservate alla Biblioteca Marciana di Venezia, tre codici anch'essi provenienti dalla biblioteca dell'Autore. I codici marciani postillati sono tre volumi in folio, che contengono cinque opere di Girolamo Fabrizi:
 De visione, voce, auditu, Venetiis, per Fr. Bolzettam, 1609, De formato foetu, Venetiis, per Fr. Bolzettam, 1606. [manca il titolo, il frontespizio è in bozza]. Il terzo volume racchiude tre opere: De venarum ostiolis, Patavinii, Ex Typ. L. Pasquati, 1602, De locutione et ejus instrumentis, Patavinii, Ex Typ. L. Pasquati, 1603, De brutorum loquela, Patavinii, Ex Typ. L. Pasquati, 1603.
 Tutti questi volumi sono di formato più grande (Charta Magna) di quello che ebbero le opere messe in commercio; evidentemente si tratta di copie destinate all'autore con larghi margini per le correzioni o le aggiunte. Ogni volume contiene gli originali delle tavole, che servirono per le incisioni. Sono grandi tavole dipinte a colori ad olio che superano la bellezza e la precisione delle stampe. Ogni tavola presenta la relativa spiegazione, diversa da quella che si trova sui libri pubblicati. I volumi, rilegati in cartone, portano la seguente scritta sul dorso: "Aqua Pendente, Anotomia" e contengono le note manoscritte di Girolamo Fabrizi, come è stato possibile dedurre dal confronto della scrittura con la lettera autografa dell'insigne medico - chirurgo a Paolo Gualdo, conservata anch'essa alla Marciana. La pubblicazione di queste tavole, anche se meno accurate di quelle di Giuseppe Casseri, suo discepolo, avrebbero costituito la più grande opera anatomica dei secoli XVI e XVII ed avrebbe contribuito ad accrescere la gloria di Girolamo Fabrizi nel campo della medicina.


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