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GIOVANNI BATTISTA CASTI: i ritratti

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Ritratto di Giovanni Battista Casti, disegno di Francesco Rosaspina, incisione di P. Zanconi, nelle" Novelle", tomo I, di Giambattista Casti, Parigi, Tipografia italiana, Anno IX Repubblicano
 (23 settembre 1800 - 22 settembre 1801), mm 91x74 (Acquapendente, Biblioteca Comunale).
 
Le novelle: la raccolta si compone di quarantotto novelle in ottava rima, composte in un arco di tempo abbastanza lungo, dato che, nel 1778, il poeta ne aveva già completate diciotto, proseguendone la stesura fino agli anni di Parigi. Infatti nella novella il Diavolo punito (XXII) si fa cenno ad eventi verificatesi nel 1802. Quello che è certo è che nel 1765 non ne aveva composta nessuna, perciò è da ritenere fasulla la notizia di alcuni studiosi secondo i quali il Casti sarebbe stato allontanato da Roma per lo scandaloso effetto delle sue novelle. Lo stesso Da Ponte, suo rivale alla Corte di Vienna, non fa alcun riferimento a questo tipo di vicenda per cui si ritiene che sia una ipotesi infondata. Le novelle si ispirano ad autori della tradizione letteraria italiana e straniera: a Boccaccio si ispirano La celia (V), Il Purgatorio (VIII), Il Rosignolo (XI), La comunanza (XXV), L'Arcangelo Gabriele (XXXVI), Il diavolo all'inferno (XL), a Sacchetti, Poggio e Marruccio Salernitano, Le brache di S. Griffone (XXXVIII), a La Fontaine L'incantesimo (XLIV), a Grécourt La bolla d'Alessandro VI ( XXIX), e L'Anticristo (XV), a Voltaire La fata Urgella (XLII), a Bandello L'apoteosi (XLVIII), di derivazione orientale sono invece Il berretto magico (I) e La camicia dell'uomo felice (II). La vasta cultura del poeta e i molti viaggi compiuti in Europa, uniti a una buona dose di fantasia e spigliatezza, lo aiutarono ad arricchire le situazioni con citazioni e descrizioni. Tuttavia le novelle migliori sono quelle in cui Casti esprime la sua fantasia creatrice, inventando caratteri che si fondono con il realismo della descrizione d'ambiente, come ad esempio ne Lo spirito (IX), L'abito non fa il monaco (X), Il lotto (XXVI), I calzoni ricamati (XIV), sebbene il suo capolavoro di ricercatezza, lodato da Goethe, sia L'arcivescovo di Praga (XXXIV). Esistono varie edizioni de Le novelle, a partire da quella pubblicata a Roma nel 1790, per poi proseguire con quelle di Londra del 1793 e del 1797, di Milano del 1797, di Parigi (Anno IX Repubblicano, 1800 - 1801), di Filadelfia (1802), e di nuovo l'edizione di Parigi del 1804. L'edizione più rara e più bella de Le novelle è quella di Amsterdam del 1804. I temi prediletti dal Casti sono la nobiltà, il cicibeismo, i medici ignoranti, le donne saccenti, ma soprattutto i religiosi in generale, compresi papi e prelati, i corrotti e i bacchettoni.
Molti sono i ritratti stampati da lastre incise all'acquaforte e in litografia, oltre a un busto del 1804, di G. B. Comolli, che si trova a Milano presso la Galleria d'Arte Moderna, pubblicato nell'opera Giovanni Battista Casti, poeta aquesiano, di Giorgio Lise. Fra i vari ritratti incisi, quello del Rosaspina, imitato poi da Giuseppe Beretta nel 1837 e da G. Rampoldi. In un ritrattino anteposto all'edizione del 1805 de Gli animali parlanti, disegnato da P. Chair, che si era basato su un busto modellato da A. Lunettes a Parigi, il quale venne poi stampato a Milano da Gaspare Cagnoni, Casti appare nell'età giovanile, come in un altro ovale litografato, anonimo. Altri ritratti si devono al bulino di Luigi Rados, di Antonio Lanzani che si ispirò ad un ritratto esistente nella biblioteca del Duca Litta Visconti Arese (1829) e P. L. Lavaggi, da un disegno di G. B. Bosio, litografia, in cui l'abate appare seduto su un muretto, con un libro in mano, intento ad osservare i connubi amorosi di due colombi. Anche questo documento è stato pubblicato nell'opera Giovanni Battista Casti, poeta aquesiano, di Giorgio Lise. Infine nell'edizione in 32° dei Melodrammi giocosi (Milano, 1824), esiste un ritratto minuscolo, poco somigliante, di profilo, inciso da Caporali che aveva preso spunto da un disegno di Gallina.


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